
Genere: Salvia
Specie: Officinalis
Famiglia:Lamiaceae
Parti Utilizzate: foglie e fiori
Altri nomi: Erba sacra, Té di Grecia, Salvia bianca, Salvia di uccelli, Erba savia, Salvio ontano, Salvia da osèi, Sàlevia, Selvia.
Pianta perenne tipica dell’area mediterranea, arbustiva, alta 50-70 cm, con fusti ramificati. Le foglie sono lunghe, lanceolate, di forma ovale e di colore grigio-verde. Fiorisce da giugno ad agosto . I fiori sono lilla, blu o bianchi e crescono in steli pieni di germogli. Tutta la pianta , e in particolare le foglie, emette un odore intenso e gradevole che ricorda il profumo di limone leggermente amaro. Si propaga per divisione della radice, talea o foglia, oppure per seme.
Un pò di storia…tra mito e realtà
Il nome salvia dal latino salveo “star sano” si riferisce alle molteplici proprietà curative che le venivano attribuite nei tempi antichi. L’espressione: “Perchè mai un uomo dovrebbe morire se nel suo orto c’è ancora salvia?”evidenzia l’importanza della specie adoperata come medicamento già in epoca romana; il medico greco Dioscoride nel I sec. la raccomandava, ad esempio, per la disinfezione delle ferite e per lenire la tosse. La pianta associata da sempre alla longevità, trova, soprattutto in passato, numerosissimi impieghi teraupetici: come digestivo e tonico per i nervi, gargarismo per il mal di gola e gengiviti, antisettico per le infezioni, impacco per le punture d’insetto. Durante il Medioevo si raccomandava per le sue proprietà battericide e antisettiche il cosiddetto “‘aceto dei quattro ladri” iscritto nel codice dei farmacisti fino al XIX e costituito da foglie di salvia messe a macerare insieme a timo, lavanda, rosmarino ed altre specie aromatiche. Quando nel XVII sec. la salvia si diffuse in America, i mercanti olandesi ne barattavano una cassa con i cinesi in cambio di tre di té verde.
Nella medicina tradizionale indiana (Ayurveda, Siddha e Unani) è largamente impiegata per trattare l’indigestione, come rimedio per il mal di gola e lenire dolore e gonfiore di bocca e gengive mentre in quella cinese antica si riteneva che la salvia procurasse l’immortalità, scacciasse la fatica e preservasse la dentatura. Pur riscuotendo un notevole successo nella medicina antica, già a partire dal secolo scorso molte sue virtù farmacologiche sono state ridimensionate. Attualmente la salvia è una delle specie officinali di maggiore impiego in erboristeria, nell’industria agroalimentare per aromatizzare carni, insalate, zuppe, stufati ma anche oli, aceti e tisane, nel settore liquoristico e nell’omeopatia per le sue proprietà antibatteriche, eupeptiche, antivirali e astringenti. E’, inoltre, un ingrediente comune in saponi, cosmetici e profumi.
Uno studio recente ha evidenziato tramite alcuni test in vitro che sia la Salvia officinalis sia la Salvia lavandulafolia contengono sostanze utili a contrastare l’abbassamento dei livelli del neurotrasmettitore acetilcolina (Ach), responsabile della perdita delle funzioni cerebrali nei malati di Alzheimer. La sua azione inibitoria dell’AchE sembra, infatti, efficace nel curare la perdita cognitiva nei pazienti affetti da tale patologia in forma lieve o moderata (S. Foster, R. L. Johnson, Medicina Naturale, National Geographic 2012)
Epoca di raccolta
Il periodo di raccolta avviene in pre-fioritura per il prodotto erboristico ed in piena fioritura per la distillazione. Sono previsti generalmente due tagli, uno primaverile e l’altro autunnale; in alcuni casi, laddove si verifichi un autunno particolarmente mite si potrebbe procedere ad un terzo taglio sebbene poco produttivo.
La salvia, sulla base delle esigenze del mercato viene commercializzata sia come pianta fresca sia come prodotto essiccato sia come olio essenziale.
Impiego
Si utilizzano le foglie secche e l’essenza.
Proprietà: antisettiche, cicatrizzanti, antisudorifero, emolliente, digestive.